BULLISMO. Prevenire è meglio che curare.
A mio avviso, il problema del bullismo giovanile che crea disagio alla popolazione ed imbarazzo agli Amministratori ed alle forze dell’Ordine, va affrontato seriamente considerando due aspetti fondamentali. Quello della prevenzione, che a parere di chi scrive rappresenta l’elemento essenziale per la corretta crescita socio-educativa dei giovani e quello del controllo che, se effettuato con serietà e rigore, può contribuire a ridurre al minimo la repressione di tali fenomeni. Ribadisco per l’ennesima volta che una realtà civica che si rispetti deve incentivare e spendersi in maniera incondizionata per la realizzazione di centri di aggregazione giovanile quali sono gli impianti sportivi, i circoli ricreativi, gli oratori, le Parrocchie, ecc. Nella fattispecie degli impianti sportivi, oggi, sul nostro territorio, esistono poche ed inadeguate strutture. Nonostante la mia giovane età, negli anni, ho visto nascere e crescere molti giovani che hanno frequentato gli impianti sportivi di Casagiove. Ebbene, posso affermare con certezza che la gran parte di coloro che negli anni hanno maturato ed acquisito la disciplina e il rispetto delle regole che lo sport sa trasmettere, oggi sono pronti per gettarsi nella Società ed affrontare correttamente le sfide che il mondo universitario e il mondo del lavoro riservano. Accanto alla prevenzione però, non può essere tralasciata l’attività di controllo che le Forze dell’Ordine locali e statali devono garantire. Tuttavia, è necessario ricordare che il nostro Comando dei Vigili urbani risulta essere composto da una decina di vigili. Nonostante l’impegno costante che essi profondono quotidianamente sul territorio cittadino e per il quale sento di dover formulare ringraziamenti da parte di tutti i cittadini casagiovesi, è doveroso ricordare che alcuni di essi, loro malgrado, hanno delle cause di servizio che ne limitano l’attività e la presenza sul territorio. Ciò significa che l’Amministrazione deve attivarsi, senza indugio, per dare seguito ai concorsi che il Comune bandì circa dieci anni fa, pianificando l’assunzione di giovani vigili urbani che possano ridare slancio e consistenza all’azione del corpo dei Vigili urbani. Il territorio necessita della presenza costante dei Vigili urbani e ciò per evitare che le autovetture vengano parcheggiate in maniera selvaggia in alcune zone della Città, per assicurare il rispetto delle regole sul territorio cittadino ma soprattutto per infondere una maggiore sicurezza nei cittadini. Infatti come diceva Papa Giovanni Paolo II, gli esseri umani non sono veramente liberi se non è assicurata loro la sicurezza quotidiana. Auspico che le mie proposte possano rappresentare oggetto e materia di un Consiglio comunale dedicato”.



6 comments
Il problema è molto sentito soprattutto da chi come ha due figli ormai adolescenti che cominciano a scontrarsi con la realtà quotidiana del nostro tempo. Ho personalmente riscontrato che a volte non bastano le lodevoli iniziate da te sottolineate, perchè il problema può svilupparsi nell’ambito familiare, e quindi diventa di difficile gestione. Cambiare rotta si può, bisogna sforzarsi nel farlo e crederci! Ciao.
Il problema, a mio modesto parere, è molto più complesso e certo non si può analizzare attraverso un blog e in poche righe.
Quello che mi preme sottolineare, tuttavia, è come queste lodevoli iniziative (o meglio proposte, perchè tali rimangono per il momento) mirino all’effetto, non alla causa. Parlare di bullismo è parlare di un “sintomo”, la manifestazione di un disagio interiore che ha radici profonde e ben radicate.
Non discuto l’importanza di centri di aggregazione giovanile, come prevenzione, ma mi chiedo: coloro che sono già “dentro” questa realtà, coloro che vengono quotidianamente etichettati come bulli, che ruolo hanno nella società? E’ giusto preservare i buoni contro la “feccia” dei ragazzi, senza preoccuparsi di capire cosa c’è dietro? Secondo me il problema più grande è comprendere quello che i ragazzi sentono e provano. Quello che manca nella loro vita e che richiedono attraverso azioni sconsiderate e poco intelligenti.
E’ importante, per il cittadino, sentirsi tutelato e protetto da eventuali attacchi gratuiti, ma se all’aumento delle forze dell’ordine si aggiungesse la riduzione del rischio, si creerebbe un ulteriore e non marginale passo in avanti.
In conclusione sì alla prevenzione, sì all’attività di controllo, ma senza dimenticare un centro di “recupero”: perchè per migliorare non è, o non dovrebbe essere, mai tardi.
Si tratta solo di proposte cara Anna, perché le iniziative devono, devono e ripetono DEVONO essere intraprese da chi gestisce il potere. Nel mio piccolo, assieme al mio papà, da 20 anni, a Casagiove, gestiamo una piccolissima scuola di calcio, conosciuta come “HERMES” e posso garantirti che il 99% dei ragazzi che hanno giocato al calcio con noi, crescendo con i valori e le regole sane e serie dello sport, oggi studiano o lavorano rivestendo una posizione (qualsiasi, ma sensata) nella società. E’ per questo motivo, cara Anna, che mi batto affinché ci siano più centri di aggregazione per i giovani perché penso alle presenti e future generazioni. Per i bulli di oggi ormai, c’é poco da fare; tocca dapprima alle loro famiglie recuperarli e rimetterli in carreggiata. Noi dobbiamo puntare sulla prevenzione per il futuro, educando i nostri fratelli minori e i nostri figli a rispettare le regole della sana convivenza civica. Ma ciò, a mio avviso, possiamo ottenerlo soltanto aumentando il numero di scuole, circoli, oratori, palestre, campi sportivi, eccetera eccetera. Contrariamente a quanto affermi tu, cara amica del blog, sono convinto invece che un blog può analizzare il problema, lo diffonde a decine di persone che lo leggono e si confrontano, con l’auspicio che le nostre attese, le nostre speranze per il futuro, si tramutino in fatti.
Certo, conosco bene l’iter per l’approvazione di nuove proposte, e le auguro vivamente di riuscire a concretizzare i suoi progetti.
Ci tenevo, però, a sottolineare un paio di punti.
Non discuto, né l’ho fatto nel precedente commento, le sue iniziative. Sono giuste, animate da principi onesti e sicuramente efficaci nel caso in cui fossero realizzate.
Mi trovo, però, in notevole disaccordo con la sua affermazione: “Per i bulli di oggi ormai, c’é poco da fare; tocca dapprima alle loro famiglie recuperarli e rimetterli in carreggiata”.
In primo luogo, perché se si vanno ad analizzare le varie situazioni dei cosiddetti bulli si scopre che la maggior parte di essi vive un disagio all’interno dell’ambito familiare.
In seconda istanza, perché sono fermamente convinta che la società debba muoversi per cambiare le cose. Certo, Roma non si costruisce in un giorno; ma poco alla volta, con impegno e sacrificio, tante cose possono accadere. Anche che persone considerate irrecuperabili acquisiscano una nuova posizione all’interno della società. Ma mi chiedo, e le chiedo: come si potrà realizzare un cambiamento del genere se sono le autorità stesse a chiudere ogni porta a queste persone?
Non sto facendo l’avvocato delle cause perse, però trovo necessario affrontare l’argomento anche da questo punto di vista. Io non sono nessuno e sono molto giovane, questo è pur vero, ma conosco queste realtà e la mia opinione, per quanto modesta, è che chi “gestisce il POTERE” abbia il dovere di preoccuparsi anche di loro.
Il secondo punto che volevo sottolineare è il seguente:
“Contrariamente a quanto affermi tu, cara amica del blog, sono convinto invece che un blog può analizzare il problema, lo diffonde a decine di persone che lo leggono e si confrontano, con l’auspicio che le nostre attese, le nostre speranze per il futuro, si tramutino in fatti.”
Io non ho mai detto che un blog non possa analizzare il problema, ma che non possa analizzarlo in fondo, in quanto si tratta di questioni complesse e delicate. Si può lanciare un input attraverso la rete, d’accordo. Ma cosa farà la gente dopo aver letto il suo articolo o la mia risposta? E’ pur sempre una virtualità avulsa dalla realtà dei fatti.
Spero di non averla infastidita con il mio commento, ma ho ritenuto opportuno ribadire il mio pensiero a riguardo.
Cordiali “virtuali” saluti. Anna
Grazie Anna per la sincerità e l’onestà intellettuale. Ne abbiamo davvero bisogno, tutti.
Apprezzo molto le parole di Anna, giovane ma con le idee molto chiare; anche io penso che il problema dei bulli è ormai insopportabile e le Istituzioni dormono o fanno finta di niente perché ci sono anche figli di….. tra loro. Più vigili, più controllo, più informazione.
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